Meditazione «Sorelle e fratelli miei… pace e bene a ciascuno di voi. Se per un istante chiudo gli occhi, mi sembra di essere ancora là… sulle alture dirupate del monte della Verna. Posso ancora sentire il freddo pungente della pietra che mi entrava nelle ossa, il silenzio immobile e quasi spaventoso di quelle alture. C’era stato un tempo, in quella mia vita ritirata, in cui la mia carne e la mia anima bruciavano di un desiderio insopportabile: un bisogno straziante, quasi un tormento, di toccare con mano il mistero insondabile di Dio, di capire chi Egli fosse veramente per me. In quella solitudine abissale, dove le notti non finivano mai e il vento sembrava sussurrare le mie angosce, mi sentivo spogliato di ogni certezza. Lontano da tutto e da tutti, dal frastuono delle città e dalle illusioni del mondo, la solitudine non si è trasformata in vuoto, ma in un abbraccio ardente, in un colloquio continuo con l’Invisible. Con il cuore che mi batteva nel petto fino a farmi male, mi sono prostrato con la faccia sulla terra e, tra i tremori più profondi del mio spirito, ho gridato verso il cielo: “Chi sei tu, o dolcissimo Iddio mio? E chi sono io, povera creatura, piccolo verme della terra?” E in quel silenzio, l’Altissimo non mi ha risposto con parole d’uomo o con argomenti d’intelletto… mi ha inondato della Sua stessa presenza. Una risposta fatta di pura grazia. In quel momento ho compreso che Egli è tutto ciò che la nostra anima brama senza saperlo: Egli è il bene, l’unico vero bene; Egli è la mitezza che placa ogni tempesta; è la nostra pazienza nei giorni della prova; è la nostra speranza quando tutto intorno a noi sembra crollare; è la bellezza pura che ci salva e la gioia che asciuga ogni singola lacrima. Con le mani che mi tremavano per l’emozione e con la vista offuscata, ho preso una pergamena e un pezzo di carbone… e ho iniziato a tracciare quelle parole. Non stavo scrivendo un testo, stavo lasciando che fosse il mio cuore a sanguinare d’amore: Tu sei il Santo, Tu sei l’Amore, Tu sei la nostra vita eterna. Vi prego, ora… fermate il tempo. Spegnete ogni pensiero della giornata, entrate con me in quel raccoglimento profondo della notte della Verna e lasciate che questo canto diventi la preghiera di ciascuno di voi.» Meditazione «Carissimi fratelli e sorelle amatissime… Guardando indietro lungo la strada percorsa, vedo i sentieri polverosi dell’Umbria, le rocce spigolose, le vie che mi hanno visto camminare a piedi scalzi. E vedo quante volte mi sono fermato, sopraffatto dall’emozione, prostrandomi a terra per bagnare la polvere con le mie lacrime. Oh, le mie lacrime… Chi mi vedeva passare pensava fossi un uomo sopraffatto dalla tristezza. Ma io vi dico con tutta l’anima che il mio pianto non è mai stato di disperazione o di sconforto! Erano lacrime di compassione infinita mentre contemplavo il mio Signore appeso al legno della Croce; erano lacrime di penitenza e di purificazione per il mio cuore fragile e peccatore. Ma in mezzo a quel pianto, in mezzo al vento che soffiava e sembrava disperdere i miei passi, io non mi sono mai sentito abbandonato. C’era sempre una presenza, uno sguardo di madre ad attendermi e a custodirmi. Fin da quando ero un bambino piccolo e ascoltavo nella nostra casa la voce di mia madre, che mi raccontava le storie del Vangelo e mi insegnava le prime preghiere, ho imparato ad amare la Vergine Santa con la semplicità, la fiducia e il timore reverenziale di un figlio. Per me, Maria non è mai stata una figura lontana su un altare: è la Signora Santa, la Casa di Dio, la Tenda sacra, la Creatura avvolta e custodita dall’abbraccio infinito e senza misura del Padre. Nel suo “Sì” pronunciato con umiltà davanti all’Angelo, quando si è proclamata ancella, il cielo ha toccato la terra. In quell’abbraccio è nata la salvezza dell’umanità intera; lì abbiamo ricevuto il Verbo incarnato, la consolazione vera e la letizia nuova che nessun dolore del mondo potrà mai strapparci dal petto. Quante volte, insieme ai miei cari fratelli, camminando al tramonto lungo le siepi o nel raccoglimento benedetto della nostra amata Porziuncola, ci siamo fermati per elevare la voce e salutarla! Uniamoci anche stasera… Con la voce tremante di gratitudine, […]