In questo tempo di Quaresima, la nostra sfida non è “riempire” la chiesa di suoni, ma fare il contrario: fare spazio. Prima di cantare, dobbiamo imparare a saper ascoltare. Vi invito a vivere queste settimane non come semplici prove tecniche, ma come un esercizio di umiltà, dove ogni nota serve a spogliarci del superfluo per arrivare all’essenziale.
Camminiamo insieme attraverso tre impegni concreti:
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L’impegno della Presenza: La mia voce ha bisogno della tua. Essere presenti è dire agli altri: “Il mio cammino dipende dal tuo”. La fedeltà alle prove è il primo segno di rispetto verso la comunità che serviamo.
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L’impegno del Cuore: Non veniamo per “eseguire”, ma per pregare due volte. Portiamo alle prove un cuore giusto, lasciando fuori le tensioni della giornata per fare spazio alla pazienza e all’ascolto reciproco.
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L’impegno del Silenzio: La Quaresima è tempo di deserto. Gustiamo il silenzio tra una nota e l’altra, perché è lì che la Parola mette radici. Che il nostro canto sia sobrio, sincero e capace di far riflettere.
Cantiamo la polvere che siamo, ma con lo sguardo rivolto alla luce verso cui camminiamo.
M°Marco Rosiello

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