Riflessione a cura di Don Pino Di Santo sul valore dell’armonia e sul significato del canto nella comunità.

È stato ricordato che l’armonia non nasce dall’uniformità, ma dalle differenze che si accordano. Come in un canto a più voci, anche nella vita ecclesiale ogni persona, con la propria unicità, contribuisce alla bellezza dell’insieme, che non è altro che armonia delle differenze. Questa capacità di armonizzare diventa una vera “prima pietra”, che permette di guardare oltre la dissonanza e di aiutare gli altri a fare altrettanto.

Prendendo spunto dal profeta Isaia, Don Pino ha sottolineato come Dio continui a operare anche nelle dissonanze della storia. È proprio lì che Dio suscita qualcuno capace di trasformare in armonia quel deserto di dissonanze. Proprio dentro queste difficoltà l’uomo è chiamato a non rinchiudersi nel proprio privato, ma a farsi presenza di consolazione, perché è la consolazione che rialza e trasforma, generando una nuova armonia.

È stata richiamata anche l’immagine della “voce che grida nel deserto”: non nei luoghi comodi, ma nel deserto dell’indifferenza, dove spesso nessuno ascolta. È in questi spazi che la comunità cristiana è chiamata a testimoniare un’armonia capace di suscitare interrogativi e stupore. Vedere un coro che canta con il cuore si fa testimonianza di armonia e pone degli interrogativi: come è possibile che persone diverse riescano ad accordarsi nella voce e nel cuore?

Quando il canto nasce dalla sincerità interiore, esso diventa preghiera, diventa cuore. Un coro che canta cum corde, con il cuore di Cristo, non cerca il consenso, ma la presenza di Dio, che è la vera sorgente di unità. L’importante non è vedere i risultati, ma rimanere uniti nel nome del Signore e continuare ad avere il sogno dell’armonia, come Isaia continuò a nutrire il suo sogno.

Il sogno di Isaia diventa così un sogno sempre attuale: essere portatori di una buona notizia, lasciando che Dio stesso armonizzi le differenze dell’umanità, non per uniformarle, ma per farne una bellezza condivisa e feconda.

Segno: L’ampolla  custodisce cuori come piccole scintille d’eternità, frammenti di un Amore che precede e oltrepassa ogni passo umano. Essi evocano il miracolo di un cuore che, pur attraversando silenzi, attese e prove, ritrova sempre il suo accordo nascosto, il suo respiro segreto nel cuore di Dio.
Non è colma: quel vuoto lieve è uno spazio consacrato, una soglia aperta al mistero dell’altro. È l’invito a lasciar entrare il suo accordo, perché ogni cuore, per vibrare davvero, ha bisogno dell’incontro.
Il gancetto, simile a una lanterna che pende dal cielo, ricorda che quando il cuore si lascia illuminare da Dio, diventa luce pura: una fiamma che guida senza rumore, una presenza che rischiara persino l’invisibile.
Per infiniti accordi di cuore, che salgono come incenso, e si compiono nel silenzio sacro in cui Dio abita.

7/12/2025
Ritiro di Avvento

Coro polifonico Madonna della Libera di Melizzano.